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L'Azienda

Vittorio Zanaboni artista eclettico crea a Meda, negli anni sessanta, l’azienda che porta il suo nome presentando i suoi primi salotti improntati ad una originalità di approccio che trae origine dalla rilettura dei grandi classici del passato. La collocazione non è casuale perché Meda, cuore della Brianza, è l’unico luogo al mondo in cui in uno spazio così ristretto sono concentrate tante eccellenze e capacità manuali e specializzazioni su ogni particolare tipo di lavorazione del settore mobiliero d’alta gamma. Con questo spirito e quest’attitudine alla sperimentazione sviluppatasi negli anni sono nate collezioni senza tempo divenute punto di riferimento per il settore del mobile classico in tutto il mondo e presenti nelle più prestigiose residenze. Un piccolo grande mondo quello della Brianza in cui da sempre tutto ruota attorno alla “bottega” del falegname, dell’intagliatore o del tappezziere, dall’inizio del XIX secolo la location perfetta per il lavoro manuale d’alta gamma dall’inizio del XIX secolo quando nelle campagne della Brianza per integrare lo scarso reddito dell’agricoltura, alcune famiglie cominciarono a produrre mobili e accessori per le dimore dei nobili francesi. A seguito dell’occupazione francese che aveva agevolato lo scambio commerciale e culturale tra Parigi, allora capitale internazionale del mobile e la Brianza gli artigiani più qualificati,abbandonato definitivamente il lavoro dei campi,si dedicarono alla produzione artistica di mobili pregiati che tuttora rimane attiva e esportata in tutto il mondo.

Meda

Una storia quella di Meda, sede dell’azienda Zanaboni dalla sua nascita, strettamente legata al Monastero di San Vittore e alla sua fondazione sulla collina che domina la città, che deve il suo toponimo al termine latino Meta, (cumulo), proprio in riferimento a questa altura. La leggenda vuole che i Santi Aimo e Vermondo, conti Corio di Turbigo, fossero stati assaliti da due cinghiali durante una battuta di caccia si fossero messi in salvo su due alture, invocando l’aiuto di Dio promettendo, se fossero sopravvissuti, di erigere in quei boschi un monastero di clausura di Monache Benedettine. I due futuri santi si salvarono e il monastero venne costruito, attorno al 780, nelle vicinanze di una chiesetta, anch’essa dedicata a San Vittore martire. Le prime citazioni di Meda nei documenti risalgono all’851, e al 1036, quando in un atto notarile si fa menzione anche di una chiesa dedicata alla Madonna (successivamente si chiamerà di Santa Maria e San Sebastiano), eretta dai medesi per sottrarsi al controllo della Badessa del convento di San Vittore. Le controversie tra i Medesi e il Monastero arcivescovile, iniziarono nel 1138 e continuarono anche dopo il 1211, quando i medesi ottennero la nomina di una podestà da parte del Comune di Milano Il monastero ospitò nel 1194 l’Imperatore Enrico VI e la moglie Costanza d’Altavilla, e, nel 1496, Meda fu teatro dell’incontro di Massimiliano d’Asburgo e il Duca di Milano Ludovico il Moro con i rappresentanti degli Stati italiani e il Legato del Papa. Con il passare degli anni, il territorio di Meda venne governato prima dai Visconti e dagli Sforza di Milano, poi nel XVI secolo fu oggetto di scontri tra Francia e Spagna, che ne ottenne il potere a seguito della Pace di Cateau-Cambrésis del 1559; agli inizi del XVIII secolo il territorio passò in mano agli austriaci e alla fine dal secolo all’esercito napoleonico, con la soppressione del Monastero datata 1798. Meda tornò successivamente in mano agli Asburgo e, in seguito alla seconda guerra di indipendenza, entrò a far parte del neonato Regno d’Italia. Con questo spirito e quest’attitudine alla sperimentazione sviluppatasi negli anni sono nate collezioni senza tempo ancora oggi punto di riferimento per il comparto del mobile classico in tutto il mondo e presenti nelle più prestigiose residenze. Un piccolo grande mondo in cui da sempre tutto ruota attorno alla “bottega” sia quella del falegname, dell’intagliatore o del tappezziere, la location perfetta dall’inizio del XIX secolo quando nelle campagne della Brianza per integrare lo scarso reddito dell’agricoltura, alcune famiglie cominciarono a produrre mobili e accessori per le dimore dei nobili francesi. A seguito dell’occupazione francese che aveva agevolato lo scambio commerciale e culturale tra Parigi, allora capitale internazionale del mobile e la Brianza gli artigiani più qualificati,abbandonato definitivamente il lavoro dei campi,si dedicarono alla produzione artistica di mobili pregiati che tuttora rimane attiva e esportata in tutto il mondo

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  • Zanaboni salotti classici S.N.C.
    Via del Lavoro 13/15
    20821 Meda (MI) – ITALY
    Par. I.V.A.: 00762860963
    C.F.: 03801380159